top of page

Lettera d'apertura

17 ago
Tempo di lettura: 9 min

Aggiornamento: 22 ago

Se stai leggendo queste pagine, probabilmente sei più grande di quanto io riesca ad immaginarti adesso.

Non so con precisione quando le troverai: forse alla fine delle scuole superiori, forse dopo il tuo primo lavoretto estivo, forse in un giorno qualunque in cui i soldi hanno smesso di essere un tabù. Non so nemmeno se sarò io a mettertele in mano, o se le troverai da solo: dipende da se e quando riuscirò ad affrontare un argomento così difficile da discutere senza pressione ma con cui prima o poi tutti, nel mondo, hanno a che fare.

Ho scritto questo "corso" con largo anticipo, mentre ti vedo correre in mezzo ai giocattoli ma pensando esattamente a quel momento nel futuro, qualunque esso sia.

Non sono un consulente finanziario e voglio dirlo di nuovo, chiaramente. Ho un lavoro come tanti, con uno stipendio medio. Sono sempre stato predisposto al risparmio e ho sempre avuto discrete doti di pazienza e disponibilità a posticipare la gratificazione. Ma a parte questo, avevo solo qualche risparmio messo rigorosamente sul conto corrente della banca di paese.

Parlando di soldi, rientravo esattamente nella situazione media fra i miei amici, o forse partivo leggermente in svantaggio: loro avevano l'attività di famiglia ad aspettarli, fra imprenditori e artigiani. I miei genitori erano dipendenti e, di conseguenza, il mio percorso era avviato in questo senso. Né io né i miei amici pensavamo a prepararci al futuro. Eravamo così giovani e spensierati...

Poi, è arrivato il 2020. Anno di grossi cambiamenti per tutto il mondo, per la nostra famiglia e in qualche modo anche per il proseguimento di questa storia.


Il COVID-19: la nascita della scintilla

In quei giorni, mentre la pandemia dilagava, il mondo era rinchiuso in casa.

Avevo la fortuna di vivere in un piccolo paese di montagna, dove le possibilità erano e sono tuttora infinitamente minori rispetto alla città, ma ringraziavo il cielo di avere a disposizione un giardino. Pensavo a quanto fossi fortunato rispetto a chi viveva in un monolocale di città.

Dopo qualche giorno di incertezza generalizzata ho potuto rientrare a lavoro. Ero uno dei pochi privilegiati a non dover passare tutto il giorno rinchiuso. La vita insomma proseguiva quasi in maniera normale, pur vivendo in un mondo deserto composto da tante piccole oasi lontane fra loro.

Un bel giorno ricordo che a lavoro non si parlava d'altro che delle "azioni della nostra società". Questo mi aveva fatto tornare alla mente che in passato gli stessi colleghi mi avevano spinto ad informarmi e aderire al piano azionario per dipendenti ed io, visto che lo facevano tutti, da qualche anno ci mettevo qualcosa.

Un po' come quando si pagava l'abbonamento al servizio di streaming preferito: comprare le quote della società era diventato una cosa automatica, nemmeno guardavo quanto pagavo o quanto valevano queste fantomatiche "azioni". Però ricordo il piacere e lo stupore che mi colpiva quando vedevo arrivare i "dividendi", una volta l'anno. Soldi piovuti dal cielo, senza aver fatto assolutamente nulla.

In quei giorni, come dicevo, l'argomento caldo era il crollo del prezzo delle azioni a causa della pandemia. Reazioni di tutti i tipi: dai complottisti che "chissà cosa c'è dietro", ai terrorizzati perché "la fine del mondo è imminente", agli indifferenti perché "vada come vada, tanto non ne ho bisogno".

Fra tutti, però, la reazione di una persona, un dipendente storico dell'azienda, mi aveva colpito perché non rientrava in nessuno dei casi medi. Era particolarmente irritato, nervoso, intrattabile. Si lamentava, certo, come tutti gli altri, ma per un motivo completamente diverso dagli altri. Finché mi disse: "ho perso qualche migliaio di euro in questi giorni, per colpa della mia banca".

Non capivo ma visto che l'argomento del denaro mi ha sempre affascinato, ho chiesto chiarimenti.

"Qualche giorno fa, guardando i mercati, ho visto il prezzo delle nostre azioni. Da decenni lavoro qui, e non sono mai state così basse. Per un'azienda strutturata come la nostra, non era semplicemente possibile. Se mi fossi sbagliato, allora il nostro lavoro sarebbe stato l'ultimo dei problemi.

Allora ho chiamato la mia banca per acquistare un discreto numero di azioni, e mi hanno risposto che erano chiusi, e che per acquistare si dovevano firmare documenti, cosa ovviamente impossibile in quel periodo. Risultato: oggi tutti i colleghi si lamentano che sono basse, ma costano già il 50% in più di quanto le avrei pagate io. Ho cambiato banca e sono riuscito ad acquistarle solo oggi."


In quel momento ero completamente spiazzato. Stavo già facendo un rapido conto mentale su quanto avrebbe guadagnato se fosse riuscito a mettere in pratica le sue intenzioni, rimanendo di ghiaccio.

Oggi invece penso: "era un pazzo scatenato a tenere i risparmi di una vita esposti all'andamento di una sola azienda e a volersi esporre molto di più".

Diamogli comunque atto di aver analizzato a modo suo la questione, e aver preso quella che credeva fosse la miglior decisione possibile con le conoscenze che aveva. Quella volta gli sarebbe andata bene, ma con approcci così prima o poi si paga pegno.


Dal conto mentale che mi ero fatto, si sarebbe pagato una o più vacanze in resort di lusso con la famiglia. E nella mia testa tutto cambiò all'improvviso: aspetta un attimo, e se avesse tenuto il capitale investito?

A quei prezzi, il dividendo che avevamo incassato l'anno prima rendeva più del 10%. Allora è vero che il capitale genera altro capitale! Bastava solo essere pazienti, e una volta l'anno sarebbe arrivata una piccola rendita.


Dalla scintilla a un incendio

La fantasia volava come un'ape di fiore in fiore, ognuno dei quali scenario di un futuro ipotetico così roseo da non sembrare vero. E tutto il resto del mondo viveva ancora chiuso in casa.

Poi, la doccia fredda.

Io non capivo nulla di questo mondo, non lo avevo mai studiato e l'unico scorcio che avevo mai sbirciato era legato al piano azionario per dipendenti, che arrivava però solo una volta l'anno con prezzi già decisi. Come ammirare un panorama dal buco di una piccolissima serratura.

Dovevo fare qualcosa.

Arrivato a casa, dopo essermi fatto la doccia più introspettiva degli ultimi anni, ho acceso il pc e iniziato a cercare argomenti a tema. Da quel giorno, nulla sarebbe più stato uguale.

In pochi giorni ero completamente immerso in un mondo nuovo. Il mio cicerone del tempo era principalmente Sven Carlin, a cui poi in ordine di tempo si sono aggiunti Mr Rip, Lorenzo di Investire in borsa a caccia di dividendi, Davide d'Isidoro, Dividendology, Alessandro Lazzaro, sino ai mostri sacri Paolo Coletti e The Bull.


Ad essere sincero, l'amore per i libri di carta ce l'ho fin da bambino, un affetto che non è mai svanito. Così, anche nella ricerca di materiale da trangugiare, non ho disdegnato un approccio più fisico, oltre ai video su YouTube. Nelle prime settimane di studio ho quindi letto "Modern Value Investing" di Sven Carlin, "Il metodo Warren Buffett" e la Bibbia degli investimenti: "The intelligent investor", "Poor Charlie's Almanack", le lettere annuali di Berkshire Hathaway...

Il tragitto casa-lavoro inoltre mi occupava quasi un paio di ore al giorno, completamente buttate nel traffico mattutino e serale. Perché quindi non accompagnarle con degli audiolibri, come "L'uomo più ricco di Babilonia", con "Il piccolo libro dell'investimento", "Il milionario della porta accanto", "A spasso per Wall Street" e, sono sincero, anche il classico malvisto "Padre ricco, padre povero"? E perché no, proseguendo con gli scritti di Ray Dalio...


Tonnellate di materiale da guardare, leggere, ascoltare, capire, studiare... Da un lato ero sopraffatto dalla quantità di informazioni, dall'altro più approfondivo il tema più capivo di aver solo scalfito la superficie di questo mondo.

Come avrai intuito, sono una persona che si butta a capofitto in un nuovo tema. Prima di entrare realmente in questo mondo dovevo padroneggiarne almeno le basi. Del resto, la posta in gioco erano i miei soldi. E allora mi sono gettato in una full immersion fra divulgatori, esperti ed appassionati.

Con questo approccio ho affrontato la finanza personale, per curiosità e passione: capire come funziona il sistema, prima di provare a intervenire su di esso.

Così, un bel giorno di agosto del 2021, ho deciso di aprire il mio primo account su un broker per poter fare in autonomia le prime operazioni finanziarie.

Sui motivi della scelta del broker, sulle prime operazioni, i primi errori, le prime emozioni avremo tempo di parlarne nei prossimi capitoli.


Iniziamo, passo dopo passo

Quello che troverai proseguendo nella lettura di queste pagine è un condensato di anni di formazione sul campo, di errori commessi e come ho pensato a risolverli, di errori che ancora compio e di un blog che ho tenuto per raccontare, mese dopo mese, il mio percorso con tutte le sue esitazioni. Aneddoti di vita vissuta, sulle mie sensazioni che sicuramente vivrai anche tu, a modo tuo. Certe cose si possono provare a raccontare, ma perdono intensità prima nel trasferimento su carta e poi dalla carta a chi legge.

Voglio essere chiaro su cosa NON troverai qui. Non ci saranno formule magiche, perché non esistono. Non esiste una fonte di ricchezza rapida, e chiunque te la proponga sta sempre cercando di prendere qualcosa da te, non di darti qualcosa. Se qualcosa è troppo bello per essere vero, di solito non lo è, o sicuramente stai tralasciando qualcosa.

Non troverai nemmeno certezze assolute, perché ciò che muove la finanza, come quasi tutto ciò che riguarda il futuro, è la probabilità. Nulla è garantito.

Troverai invece concetti di base per aiutarti a trovare la tua via, diversa per ognuno ma legata agli altri dalle stesse regole. Voglio raccontarti e spiegarti nel modo più semplice possibile come sono riuscito a costruire il mio percorso finanziario, insieme a qualche riflessione personale che ho scelto di lasciarti all'inizio di ogni capitolo. Quelle riflessioni non sono lezioni impartite dall'alto. Sono i pensieri di un padre che ha provato, con i mezzi che aveva, di capire qualcosa di questo mondo, e che vorrebbe risparmiarti almeno una parte della fatica che ci ha messo.

Non ti nascondo, inoltre, di essere preoccupato per il tuo futuro, perché credo che questi argomenti abbiano un grande peso nel mondo che verrà, e intorno a me non vedo la mia stessa preoccupazione. Non vedo qualcuno spinto a fare quello che sto facendo con lo stesso fuoco, che getti almeno un primo seme per aiutare chi verrà dopo a coglierne i frutti.


Se ciò che scrivo ha un valore, credo stia proprio qui: nel fatto che qualcuno che ti vuole bene ha già tracciato una parte di questa strada e ha lasciato qualche segnale lungo il percorso. C'è una ragione precisa per cui ho voluto scrivere tutto questo invece di lasciarlo semplicemente detto a voce, a rate in qualche conversazione occasionale. Le parole a volte si perdono, si confondono, non si riesce a prendere il giusto tempo per pensarle. Le parole scritte restano. Potrai tornarci quando vorrai, rileggerle a distanza di anni, magari ritrovarti in disaccordo con qualche passaggio, e sarà anche giusto così. In un futuro remoto potrai anche avere un bel ricordo di come scrivo, potrai provare a dialogare con me attraverso questi pensieri.

Voglio darti i primi mezzi per costruire il tuo di pensiero, non qualcosa da copiare.


Non serve che tu legga tutto in un'unica seduta. Anzi, ti consiglio il contrario. Leggi con calma, un paragrafo, un capitolo alla volta e torna a rileggere quando lo sentirai opportuno: quando avrai uno stipendio da gestire, una rendita, un investimento da capire, un debito da valutare.

Le idee scritte in questo corso non invecchiano così rapidamente, del resto sono le stesse che hanno guidato le persone e i mercati da decenni anche se numeri, prodotti finanziari e leggi fiscali che riporto potranno cambiare nel tempo, ma saranno solo dettagli.


C'è un'ultima cosa che voglio dirti, prima di lasciarti alla lettura vera e propria. I soldi non sono la cosa più importante della vita. Penso esattamente il contrario. Ho scritto questo corso perché quando la gestione del denaro è solida, libera spazio mentale ed emotivo lasciando posto per occuparsi di tutto il resto: le persone che ami, il lavoro che ti appassiona, i progetti in cui credi.

I soldi gestiti male, al contrario, occupano uno spazio sproporzionato nei pensieri, generano ansia, limitano le scelte. Non voglio che tu diventi ossessionato dal denaro. Voglio che tu ne sappia abbastanza da non doverci pensare più del necessario.


Disclaimer sull'uso dell'AI

Per produrre questo corso, mi sono fatto aiutare dall'intelligenza artificiale.

Il suo ruolo è entrato in diverse fasi della produzione: dalla definizione della struttura e degli argomenti, alla creazione delle bozze di ogni capitolo, alla verifica di coerenza globale fra capitoli e, infine, durante la correzione di grammatica e sintassi.

Ho utilizzato rigorosamente i modelli gratuitamente disponibili al momento, prevalentemente Claude AI con il suo modello Sonnet 5 e in minor parte ChatGPT. Il mio approccio è stato di generare un progetto specifico con materiali identici in entrambe le AI. Ho lavorato a step progressivi, ogni volta iniziando dalla bozza di un nuovo capitolo proposta da Claude, poi ripresa e rivista da me aggiungendo esperienze personali scritte di mio pugno, modificando frasi che andavano contro ciò che penso, rendendo il testo meno macchinoso. Cercando insomma di ridurre i noti problemi di "AI Slop".

Dove ritenevo giusto approfondire, ho approfondito con la mia scrittura. Dove ritenevo giusto tagliare concetti ripetitivi, ho tagliato. Dove credevo che suonasse meglio qualcosa di imperfetto ma vivo, ho cercato di metterci del mio. Nel corso della stesura, dopo qualche pubblicazione, ho persino ritenuto migliore modificare radicalmente numero dei capitoli e accorpare diversi argomenti in maniera tale da evitare pesanti ridondanze ed eccessiva diluizione del contenuto.

Questo esercizio mi ha aiutato sotto molteplici aspetti: ho rispolverato le mie (scarse) doti di scrittore, che per testi così lunghi sono rimaste in congelatore ormai da decenni.

Ho anche potuto approfondire uno strumento che potrebbe diventare fondamentale nel mondo futuro, al pari di internet negli anni 2000. Ho imparato alcuni suoi pregi e difetti riconoscendo fastidiosi pattern ricorrenti, che l'IA ancora utilizza e riducono la vivacità e godibilità di un testo.

Ho infine capito sì che questo strumento è potentissimo e permette indistintamente a tutti di avere una base di partenza per creare qualcosa di importante, ma ad oggi è molto difficile che ci metta anche quel gusto particolare che solo l'uomo può imprimere in un'opera.

Qualunque cosa tu possa pensare dopo questo disclaimer, sappi che il testo finale lo sento completamente mio e rispecchia il mio vissuto. L'utilizzo dell'AI non ha in alcun modo intaccato pensieri, contenuti o espressioni che voglio arrivino a te inalterati.


Con affetto,

Papà

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page